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DELLE COMUNITA' STRANIERE

 

RIGNANO FLAMINIO - Incontro con Ivana

 

Incontro Ivana nelle sue due ore libere, fra le 14.00 e le 16.00. Ivana fa la colf da sei anni nella stessa famiglia italiana in una zona residenziale di Rignano Flaminio. Gestisce con grande energia ed equilibrio una grande casa. Lavora otto ore al giorno, stirando, lavando, pulendo e soprattutto aiutando nei compiti e nel sostegno materno i figli della famiglia ospitante. In Ucraina faceva l'insegnante perciò con entusiasmo aiuta quando può anche i bambini dei vicini. Ivana ha lasciato in Ucraina due figlie. Oggi tutte e due sono già all'Università. Alla mamma Ivana brillano gli occhi quando mi racconta dei loro successi, dei primi amori e della voglia di studiare. I n questo momento si dimentica la fatica e la difficoltà le ansie e le lacrime, notti insonni trascorse a pensare e a dubitare se la sua scelta sia stata quella giusta. E' contenta Ivana! Mi parla della casetta nel paese natale, dei genitori che la sostengono in tutti i modi, gli è grata, sa che senza quell'aiuto non c'è l'avrebbe mai fatta. Oggi vive con più serenità. Il suo percorso è stato tortuoso e difficile, ma le sembra di sentire e percepire su di se più luce e positività. Ivana, la generosa! Inizia a raccontarmi del suo lavoro con e per gli altri, il suo piccolo corpo si accende, il suo sguardo vispo e curioso ogni tanto si inumidisce nel raccontarmi del suo mondo fatto di nostalgia, sofferenza, ma anche di gesti gentili, di comprensione dell'altro. Le sue “pazienti”, donne di diverse nazionalità e etnie si raccontano ogni domenica nel Piazzale di Rebibbia, sul treno, al telefono; quando l'angoscia assale il petto e la gola. Dice Ivana: “qualcuna di loro prega, qualcuna si da all'alcol, qualcuna innalza muri intorno a se e soffoca nella propria rabbia”. Allora, arriva Ivana.

Tutte le volte che deve aiutare l'altro, ripercorre dentro di se la propria angoscia e dolore. Quando ci siamo conosciute, circa cinque anni fa, prendeva medicine, le faceva male il cuore, la pressione faceva scherzi, l'insonnia la divorava........

Poi le capita fra le mani un libricino al mercato di Rebibbia, lo compra, lo legge, e inizia a stabilire un rapporto diverso fra lei e il mondo. Ci mette tanto impegno, capisce che per stare bene deve conoscere meglio chi le sta vicino. Studia la famiglia italiana, interpreta in modo diverso i gesti, i modi di dire, le battute che spesso la innervosivano, che la facevano stare male.

“Le nostre donne sono permalose”, dice Ivana, “ma non si sforzano di capire”. Da quando ho trovato il “codice” mi sento meglio affronto con più serenità ogni nuovo giorno. Mi viene di abbracciarla, quanto è vero! Fino a quando non ti trovi sullo stesso piano di comunicazione, tu straniero sarai sempre inserito a metà. Oggi Ivana è felice, non innalza più muri. Aiuta le donne-badanti provenienti da altre culture, che bisogna voler bene alla “nonna” con la quale ti tocca trascorrere tutta la giornata e spesso anche la notte. Non devi vedere nella nonna soltanto una fonte di guadagno, bisogna stabilire un rapporto di fiducia, porsi di fronte a certe problematiche in modo positivo, essere disponibili. Ivana lo fa! Con il sorriso sulla faccia  affronta il malumore dei “figli italiani” in fondo trascorre con loro più tempo della loro super impegnata mamma, la quale si fa curare e coccolare dalle tisana e dai massaggi rilassanti di Ivana.

E' così Ivana ogni domenica si sintonizza sulle frequenze delle donne smarrite nel mondo che non riescono a far diventare loro.

Come un vero medico studia i suoi casi, fruga fra le bancarelle del mercatino di Rebibbia, “i libri vengono da me”, mi dice. A casa, nelle ore libere prepara i foglietti con le prescrizioni personali. “Per Tatiana- devi perdonare per liberarti dalla rabbia”,” per Ljuba – sorridi di più”, “per Ania- parla di più con la nonna, raccontati”. Prende appunti, medita, lavora sulle proprie emozioni e soprattutto si sente viva, utile. Le amiche la chiamano Raggio di Sole, Angelo. Lei ride, non si stanca mai di rendersi disponibile, di aprire il cuore agli altri. Non giudica. Cerca di trovare equilibrio fra il mondo materiale e spirituale, trasmette fiducia, ti dice, “puoi farcela”

Le donne sanno che possono fidarsi, sfogarsi, piangere...perché lei sa ascoltare. Ti guarda con dolcezza e ti senti - come dice lei - “energetico”.