Bologna- L’ultimo 13 maggio si concluso, a Bologna,
il XXVII Congresso nazionale di medicina penitenziaria
ed il III Congresso nazionale della Società italiana
di medicina penitenziaria.
Gli eventi, organizzati con il patrocinio della Presidenza
della Repubblica, dell’Assessorato alle politiche
sociali della Regione Emilia Romagna e del Comune di Bazzano,
hanno evidenziato la drammatica situazione della sanità
nelle carcere italiane.
Durante gli incontri, Francesco Ceraudo, presidente dell’AMAPI
(Associazione Medici Amministrazione Penitenziaria Italiana),
ha criticato il taglio delle risorse del governo destinate
alla sanità carceraria. Inoltre, ha divulgato i
dati sulla salute dei detenuti.
Nelle carcere italiane ci sono circa 56 mila detenuti
e tra questi 21 mila sono stranieri. Tra il totale dei
detenuti, 20 mila sono tossicodipendenti, 5 mila sono
sieropositivi e 7.500 hanno rilevanti disturbi psichici.
Altri dati allarmanti sono i 952 tentativi di suicidio,
i 4.500 episodi di autolesionismo e i 5.200 scioperi della
fame.
Secondo la seconda edizione della ricerca “Così
si muore in galera", realizzata recentemente dall’associazione
“A buon diritto”, i suicidi tra i detenuti
sono 17 volte più frequenti rispetto alla media
della popolazione italiana.
La stessa ricerca ha anche dimostrato che oltre il 60%
dei suicidi è avvenuto entro il primo anno di reclusione
e che a uccidersi spesso sono reclusi molto giovani. Più
del 47% dei casi riguarda detenuti tra i 18 e i 34 anni.
(a.s.)
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