Contraddicendo un’opinione diffusa, quella
che collega l’immagine del carcere all’ozio
assoluto, gli istituti di pena sono anche luogo
di opportunità formative e di lavoro. In
Italia, nel 2002, sono stati attivati 675 corsi
professionali per i detenuti, soprattutto nel settore
dell’informatica, della ristorazione, del
giardinaggio e dell’artigianato. Si calcola
che oltre ¼ del totale degli iscritti a queste
iniziative siano cittadini stranieri e che cresca
in modo esponenziale la percentuale di immigrati
promossi ai corsi (68,8%). Un segnale positivo verso
la strada della reintegrazione.
Un binomio che sembra funzionare molto bene è
quello tra giornalismo e carcere. Attualmente, sono
sempre più numerosi gli istituti di pena
che intraprendono iniziative culturali che coinvolgono
la popolazione carceraria.
Un caso emblematico è quello della Casa
Circondariale di Piacenza. Con il supporto del Comune
e dell’associazione di solidarietà
“La Ricerca”, la giornalista Carla Chiappini
gestisce la redazione multietnica di “Sosta
Forzata” (http://www.ristretti.it),
giornale scritto da 14 redattori. Tra questi ultimi,
sette sono stranieri: cinque cittadini albanesi,
un bulgaro e un palestinese, rifugiato in Tunisia.
La testata è nata per dare voce alle persone
detenute e dialogare alla pari con la città,
dedicando spazio alla realtà carceraria piacentina,
ma anche agli argomenti di interesse nazionale.
Carla Chiappini definisce “appassionante”
il lavoro di redazione. «È anche un’attività
altalenante, perché risente degli umori e
dell’emotività dei redattori»
dichiara. «Facciamo un sommario con gli argomenti
che ci interessano e poi li discutiamo» aggiunge
«L’importante è far sì
che ognuno possa dare un contributo valido».
Oltre a “Sosta Forzata”, all’interno
del carcere di Piacenza è attiva una scuola
elementare, un corso di secondaria superiore di
Agraria e l’attività di data entry
che impiega alcuni detenuti. La prossima attività,
invece, sarà la promozione del concorso di
scrittura Parole oltre il muro, iniziativa rivolta
a scrittori carcerati che avrà come giurati
gli studenti di Piacenza.
Anche alla casa circondariale di Lodi non manca
lo spazio all’opinione. Nel giugno del 2003
è stato creato “Uomini Liberi”,
mensile di attualità, informazione e cultura
che ha anche la sua versione on-line sul sito (http://www.uominiliberi.org).
La redazione della testata è composta da
cittadini italiani e stranieri e le pagine del mensile
trattano anche dei problemi più frequentemente
affrontati dagli immigrati in Italia.
A Bari, invece, i detenuti si esprimono attraverso
la rivista “Altre Prospettive”, pubblicazione
con una tiratura pari a mille copie, distribuita
nei diversi carceri italiani, nelle istituzioni
e nelle associazioni del settore. Altre Prospettive
(http://it.geocities.com/altreprospettive)
è scritto soprattutto da cittadini albanesi
e dedica speciale attenzione a temi come il reinserimento
lavorativo, la cooperazione e le esperienze di ex-detenuti.
Molte delle testate o trasmissioni create all’interno
degli istituti penitenziari non hanno una periodicità
regolare, ma segnaliamo ugualmente alcuni dei titoli
che negli ultimi anni hanno dato un grande contributo
a tutte le persone interessate a conoscere la realtà
carceraria: Il Filo di Arianna (Eboli e Lauro),
Piano di fuga (Lecce), Il Ponte (Massa), Fuori Binario
(Firenze), 33,3 periodico (OPG Napoli), Magazine
2 (S. Vittore - Milano), TG 2 Palazzi (Padova),
Circolo Albatros Arci (Casa Reclusione Rebibbia),
La Grande Promessa (Porto Azzurro), Nonsolochiacchiere
(Rebibbia Nuovo Complesso), Strada Facendo (IPM
Bologna), La Fenice (Casa di Reclusione Rebibbia),
Orti Oricellari 18 (IPM Firenze), Prospettiva Esse
(Rovigo), Liberarsi dalla necessità del carcere
(Firenze), Espressioni (Lucca), Incontro e solidarietà
(Casa Reclusione Rebibbia), Informatutto (San Gimignano),
Oltre il muro (Sanremo), Taita (Prato), Radio Evasione
(Padova), Circolo Giano Lega Ambiente (Rebibbia
Nuovo Complesso), Il Cerchio (Firenze),, Contro
Senso (Mantova), Quaderni dal carcere (Roma), La
voce nel silenzio (Udine), Dentro (Trento ), Microcosmo
(Verona), Garcon (IPM Casal del Marmo - Roma), Circolo
Lottica (Prato), Oltre il Muro (Trento).
Oltre alle pubblicazioni cartacee, sono diversi
i siti web realizzati insieme ai detenuti. Un’interessante
iniziativa è “il Due” (http://www.ildue.it),
net- magazine del carcere di San Vittore, a Milano.
Molto funzionale, il sito è un vero osservatorio
della realtà carceraria.
Altro sito-web interessante è “Papillon
Rebibbia”, (http://www.papillonrebibbia.org/),
curato dall'associazione omonima che nasce nel 2001
con lo sviluppo dell'attivita' svolta da un gruppo
di detenuti nella biblioteca centrale del carcere
di Rebibbia, a Roma. (a.s.)
Torna
alla home 