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Castelli
Romani - L'Associazione
Philoxenia
Velletri
è facilmente raggiungibile dalla stazione di pullman Anagnina,
capolinea della metro A. Ci si impiega poco meno di un’ora anche
in un giorno piovoso e, dopo aver attraversato l’Appia si
infilano paesini dei Castelli, Albano, Ariccia, Genzano e, infine,
Velletri.
L’appuntamento
è nel Palazzo Comunale e si raggiunge facilmente: una strada in
salita, si supera la Torre e poi giù per vicoli fino alla grande
scalinata di marmo. Le
indicazioni si trovano subito all’entrata: il corso di mediatori
culturali è al primo piano, nella Sala Consigliare.
Ad
accoglierci c’è Shqiponja
Dosti coordinatrice del corso e socia fondatrice
dell’associazione Philoxenia che ci aggiorna subito: “Quello
di oggi è il terzo seminario di un corso che è iniziato il 30
marzo e prevede 100 ore di lezione, 100 di stage e venti di
seminario. Il seminario precedente era sulla sanità e per questo
è stato realizzato presso l’Asl, in modo da coinvolgere le
ostetriche, i medici, gli assistenti sociali. Il corso è di
pomeriggio, ma abbiamo scelto la mattina per i seminari, in modo
da coinvolgere il più possibile la cittadinanza e gli operatori.
Per gli stage abbiamo già una convenzione, tra le altre, con il
distretto sanitario H1, all’interno del quale c’è il Centro
Girasole di Frascati per persone che abusano di alcol. Secondo
ricerche recenti sembra che tra gli alcolisti siano in aumento gli
stranieri.”
L’associazione
Philoxenia si è
costituita sei anni fa, nel febbraio 2000, con 10 soci fondatori,
la maggior parte dei quali immigrati, donne e uomini di diversi
continenti. Alcuni di loro facevano parte del Coordinamento
Immigrazione Castelli Romani, dove lavoravano come volontari. Il
desiderio era quello di creare una struttura che potesse fornire
alcuni servizi necessari.
“I
primi anni abbiamo continuato a fare volontariato, sia presso gli
sportelli di informazione, sia offrendo corsi di italiano per
stranieri” dice Shqiponja
“Poi abbiamo cominciato a
partecipare ai bandi della provincia, dei comuni, così siamo
riusciti ad aprire uno sportello a Genzano nel maggio 2001, ad
Ariccia nel settembre 2001, a cui si sono aggiunti, nel corso del
2002-2003, altri comuni come Marino, Ciampino e così via.”
Oggi
l’associazione conta circa trenta soci. Naturalmente non sono
tutti attivi al cento per cento, alcuni hanno il proprio lavoro e
partecipano alle attività saltuariamente, mentre altri, tra cui
Shqiponja, passano le nottate in bianco per coprire le molteplici
esigenze che si presentano: progettazione, rendicontazione,
rapporto con gli enti pubblici e via dicendo. L’associazione
segue un’etica che la distingue profondamente dalle molteplici
agenzie che nascono per risolvere, dietro pagamento, le difficoltà
burocratiche degli immigrati.
Philoxenia
il cui significato racchiude il senso dell’amore per l’altro,
non è legata ad una comunità specifica “Noi questi confini li
abbiamo superati molti anni fa e non li vediamo più. Oggi ci
sentiamo in dovere di usare questa nostra forza, la credibilità e
l’esperienza acquisite, e credo che anche le relazioni con gli
enti pubblici siano migliorate.”
Shqiponja,
aquila in lingua albanese, come l’ombra che spicca sulla
bandiera rossa del paese, quei confini li ha varcati con un volo
di linea. Non è sbarcata da un gommone, ma da un aereo, con un
marito che l’aspettava a Lanuvio nella sua nuova casa. Da allora
ha sempre abitato tra Lanuvio e Genzano. “Sono una castellana
doc!” esclama ironicamente. Laureata in economia, dirigeva
un’azienda tipografica in cui lavoravano sedici persone e che ha
lasciato il giorno prima di partire. È certo che l’abitudine ad
un incarico di responsabilità è tra i primi elementi che la
spingono a portare avanti Philoxenia con tanta determinazione.
Nel
campo dell’intercultura l’associazione si è aggiudicata due
bandi della provincia sulla base della Legge 17/90. Il primo, Autori
e libri multicolori, è stato realizzato a Lanuvio e prevedeva
numerosi laboratori con i ragazzi, mostre, preparazione di un CD e
una serie di serate dedicate ad ogni continente con cibo e musica.
L’altro progetto, invece, era incentrato su tre paesi dell’Est
europeo, Polonia, Romania e Albania ed è stato coronato da una
mostra al Museo dell’Infiorata di Genzano con il coinvolgimento
delle ambasciate, dei membri del comune, della cittadinanza e con
concerto finale in piazza. È
invece dell’anno scorso un progetto sulla dispersione
scolastica, per la fascia di età dai14 ai18 anni nel distretto
H2.
“Alla
proposta che abbiamo fatto sul territorio, hanno aderito quattro
scuole superiori e due terze medie. Il progetto prevedeva sostegno
linguistico, sia in italiano che nella lingua madre fuori
dall’aula, la creazione di sportelli di appoggio per gli alunni,
per le famiglie e per i docenti, corsi aggiornamento per i docenti
sull’intercultura e sull’immigrazione e laboratori di
intercultura nelle scuole.” È
sempre del 2005-2006 un progetto che coinvolge le comunità degli
immigrati, i nuovi cittadini nel distretto H3.
Le
comunità principali nei distretti in cui opera l’associazione
sono in prevalenza rumeni, albanesi e ucraini. Gli uomini lavorano
nell’edilizia o nell’agricoltura come stagionali, mentre le
donne fanno quasi tutte il lavoro di cura. È per questo che
Philoxenia ha realizzato anche un corso
per il lavoro di cura e la collaborazione domestica in seguito
al quale sono stati rilasciati degli attestati per venire meglio
inserite nelle cooperative sociali. La formazione è importante, a
patto che ci sia anche un inserimento lavorativo. Dopo il corso il
Comune ha stanziato una borsa lavoro per cinque mesi. Si spera che
questo sia un primo incentivo all’assunzione da parte dei datori
di lavoro.
Le
cose sono molto migliorate negli ultimi anni. Dodici
anni fa, quando Shqiponja è arrivata, non c’era niente.
Bisognava arrangiarsi, sbrigare le pratiche da soli anche se
c’era una grande confusione.
Un
giorno Shqiponja era in fila all’Asl per rinnovare un libretto
sanitario. Durante l’attesa, aveva visto una signora di origine
africana rimbalzare da uno sportello all’altro, ricevendo sempre
informazioni differenti. È forse quello il momento in cui ha
maturato la vocazione a svolgere il lavoro che fa oggi.
Si
è messa in contatto con una signora italiana del Coordinamento
immigrazione dei Castelli e ha cominciato a lavorare come
volontaria allo sportello informazioni di Genzano. Alcune cose le
sapeva per esperienza personale, altre grazie ai corsi di
aggiornamento che frequentava. Ha continuato a lavorare come
volontaria agli sportelli per cinque anni, dal 1996 al 2001 anche
se nel 1998 ha iniziato a tenere la contabilità in un’azienda.
Lavorava di giorno e la sera si trasformava in operatrice di
sportello.
“Le
cose con gli anni sono molto migliorate, ma prima le informazioni
non si sapeva dove trovarle, era complicato, si perdevano delle
giornate nella ricerca. A volte avere l’informazione giusta
segna il destino delle persone.”
E
per raccontarci come il destino può prendere un’altra strada,
Shqiponja ci racconta un aneddoto. Un giorno era allo sportello e
si è presentato un signore marocchino. Lo conosceva, aveva già
incontrato la moglie e seguiva la loro situazione da tempo. In
quel momento aveva grossi problemi con la padrona di casa che lo
voleva sfrattare, perché la casa era vecchia, nel centro storico,
cadeva a pezzi.
Shqiponja
lo ha invitato a sedersi per parlarne con calma. Erano parecchi
anni che abitava in Italia, quasi quindici. Aveva un lavoro fisso
e sicuramente si era messo qualcosa da parte. Ma allora perché
non prendeva in considerazione l’ipotesi di comprarsi una casa
aprendo un mutuo? Ci aveva pensato, ma non aveva trovato il
coraggio di farlo.
Circa
un anno dopo, Shqiponja ha incontrato la moglie ad una fermata
dell’autobus. Cosa ci faceva da quelle parti? La signora
marocchina era contentissima di incontrarla, il marito, infatti,
aveva pensato tante volte di andare a trovarla per ringraziarla:
aveva deciso di seguire il suo consiglio e si era comprato casa.
“Poteva
anche non essere un buon consiglio, ma lo è stato perché è
capitato al momento giusto. Io non ho avuto qualcuno che mi
guidasse e non è che io abbia la presunzione di guidare qualcuno,
ma credo davvero che una goccia nell’oceano il nostro lavoro lo
è, una goccia nell’oceano.”
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